Lod(IH)ome Foundation

Dipartimento studi sul pensiero e la vita di TopoTopo

La Fondazione

Il centro studi lodIHome, è stato creato con fondi della Comunità Europera per introdurre il pensiero di TopoTopo nella stesura della costituzione Europera. L'ex-presidente francese Giscard d'Estang incaricato di redigere una bozza della nuova costituzione Europera, ha indicato nel pensiero molle del nostro filosofo tagjko il pilastro intorno a cui costruire le regole della casa comune degli Europeri. Su questa falsa riga il direttore del Centro Studi Lod(IH)ome: Juan Clavel, ha organizzato tutti i contributi reperibili sull'argomento e la classificato il pensiero di TopoTopo, fornendo così un essenziale supporto alla commissione EURO m.o.u.s.e. , incaricata del difficile compito.

La figura di TopoTopo

Definire la figura di TopoTopo non è impresa facile. Due anime estremamente diverse convivono infatti in questa figura emblematica dei nostri tempi. A chi dare la precedenza ? Al pensatore tajiko o al mitico eroe ? Al pensiero filosofico o all'avventura sfrenata ? Credo sia il caso di partire da un elemento che accomuna entrambi gli aspetti e senza la quale forse tutta la saga della più grande mente tajika sarebbe stata inesorabilmente diversa: la "TopoCaverna". TopoTopo vive ed opera in una base segreta conosciuta come: "TopoCaverna". Partendo da essa, ha intrapreso moltissime delle sue avventure e in essa trova il meritato riposo, dopo i suoi avventurosi viaggi. La TopoCaverna è anche il luogo in cui il nostro eroe ha elaborato il suo complesso pensiero filosofico, che nel marzo del 1996, portò alla definizione della teoria del "pensiero molle". In questo sito si cercherà di presentare la vita e le opere dell'eroe di Milano Sud nel modo più completo possibile. Senza presunzione, possiamo sostenere che le informazioni contenute in questo sito, siano le più complete ed esaurienti esistenti nel web. Molti altri documenti, sia elettronici che cartacei, contengono informazioni sul più noto pensatore Tajiko ma tali informazioni sono spesso frammentarie e prive di riscontri.

La vita

TopoTopo nacque in Russia, in una località ora appartenente alla Repubblica del Tajikistan, nella città di Dushanbè. Suo padre TopoPaposki, era un cosacco copertosi di gloria in moltissime campagne militari, che si era ritirato nella sua fattoria poco fuori dalla città, insieme alla diletta moglie TopaPaposkova. La nascita di TopoTopo è tuttavia avvolta nel mistero. TopoPaposki e sua moglie non riuscivano ad avere figli. Avevano ormai rinunciato ad avere un erede e un sostegno della loro vecchiaia. Una notte dopo cena, mentre infuriava una delle più terribili tormente di neve mai abbattutasi in quella regione, si udirono numerosi cavalli lanciati al galoppo, che si dirigevano verso la loro casa. La visibilità era scarsissima, TopoPaponski guardando dalla finestra riuscì a vedere solo le ombre di nove cavalieri, che si avvicinavano velocemente alla sua casa. Dopo qualche minuto, il rumore dei cavalieri che riprendevano il loro cammino tranquillizzò il padrone di casa. Il mattino seguente TopoPaposkova, trovò nel giardino di casa, un fagottino da cui provenivano delle urla tremende. Dentro il fagottino c'era un bellissimo topino vestito con una camicia a quadretti e delle enormi orecchie. Il nuovo arrivato fu battezzato con il nome di TopoTopo e divenne il figlio adottivo della coppia. Per molti anni TopoTopo crebbe felice nella fattoria dei genitori. Brillante studente a scuola, non tralasciava di aiutare i genitori nel duro lavoro che la fattoria richiedeva. All'età di vent'anni, TopoTopo fu inviato all'università di Leningrado, ove seguì con profitto i corsi di Ingegneria del Formaggio. Terminati i cinque anni di studio, TopoTopo fece ritorno alla casa paterna. Le prime avvisaglie della tragedia, fu il silenzio innaturale che regnava intorno alla fattoria. Nessuno venne ad accoglierlo e la porta di ingresso pendeva da un lato divelta dai cardini. Nessuna traccia dei suoi genitori. TopoTopo corse dal capo del villaggio per chiedere che sorte fosse toccata ai suoi poveri genitori. Il vecchio capo villaggio, raccontò, che un mese prima erano comparsi nove cavalieri con uniformi mai viste prima e avevano rapito i suoi genitori. La gente del villaggio non aveva nemmeno fatto in tempo ad organizzare un inseguimento tanto l'azione era stata fulminea. Tornando verso la casa dei suoi genitori, TopoTopo trovò in giardino un medaglione prezioso con simboli sconosciuti e inquietanti. La mattina dopo, corse all'antica università di Dushanbè, ospitata in un vecchissimo palazzo costruito da Tamerlano. Nei suoi sotterranei, il giovane TopoTopo trovò quello che cercava. Gli antichi testi trovati nella biblioteca attribuivano i simboli del medaglione al "Re Del Mondo". Così TopoTopo apprese che antichissime leggende, testimoniavano l'esistenza di un antichissimo regno Agarthi e della sua grandiosa capitale Shamballa, governata con infinita saggezza dal "Re del Mondo". Per ragioni sconosciute il "Re del Mondo" decise di nascondere il suo regno nelle profondità della terra, precisamente sotto l'altopiano del Pamir in Nepal. Solo una galleria manterrebbe ancora un collegamento tra il regno di Agharti e la superficie della terra. Tale galleria grazie ad artifici di natura sconosciuta, è invisibile agli sguardi umani. TopoTopo decise di trovare l'entrata nascosta del misterioso regno e indagare sul misterioso rapimento dei suoi genitori da parte di emissari del regno occulto di Agharti.

Il viaggio

Dopo aver venduto la casa dei suoi genitori, con i soldi ricavati, approntò il necessario per una piccola ma attrezzata spedizione nei gelidi ed impervi altopiani nepalesi. La prima parte del viaggio non presentò difficoltà particolari, permettendo a TopoTopo di macinare molta strada con i suoi due muli carichi di provviste e attrezzature varie.Tuttavia dopo molti giorni di viaggio TopoTopo stremato dalla fatica e dal gelo arrivò sull'altopiano del Pamir e nei pressi di un grande masso, allestì il campo. Appena la tenda in pelle di Yak fu montata, vinto dal sonno il nostro giovane eroe si addormentò di schianto, dimenticandosi di accendere il vitale fuoco di sterco di Yak essiccato. Dopo poco, il gelo iniziò a impossessarsi delle membra di TopoTopo e entro poco il nostro eroe sarebbe morto assiderato in quel gelido altopiano. All'improvviso, un'ombra gigantesca si stagliò contro la tenda di TopoTopo. Apparteneva allo Yeti il gigantesco mostro che viveva tra quelle montagne inospitali. La colossale scimmia bianca iniziò a succhiare TopoTopo, ormai gelato, come un ghiacciolo. Dopo poche leccate però smise disgustato: non gli piacevano i topi gelati. Inoltre scaldato dalla gigantesca lingua dello Yeti, TopoTopo dava segno di risvegliarsi. Quando aprì un occhio e vide la gigantesca faccia dello Yeti, che lo fissava da pochi centimetri di distanza, l'eroe di Milano Sud lanciò un urlo spropositato che fece svenire dalla paura anche lo Yeti. Quando entrambi si ripresero dallo spavento reciproco, fecero amicizia e TopoTopo fu invitato a passare la notte nella grotta dello Yeti. La grotta dello Yeti era gigantesca, arredata con mobili scolpiti nel ghiaccio e arricchita con tesori che lo Yeti si divertiva a rapinare alle carovane di viaggiatori di passaggio. Lo Yeti raccontò a TopoTopo moltissime cose, infatti lo Yeti era uno dei trenta giusti che impediscono a Dio di distruggere il mondo. Tra le varie cose gli rivelò di possedere una mappa dettagliata che mostrava la posizione esatta dell'entrata segreta di Agarthi. I due si separarono come vecchi amici, facendosi reciproche promesse di rivedersi di tanto in tanto. Quindi il nostro eroe seguendo la preziosa mappa dello Yeti arrivò con facilità in una remotissima vallata appena sotto il ghiacciaio del K2. Sempre seguendo le istruzioni dello Yeti TopoTopo riuscì a rimuovere il velo mistico che occultava l'entrata al regno sotterraneo e con grande coraggio iniziò a discendere l'enorme galleria che si dipanava dal fianco della montagna fino a profondità sconosciute.

Il Re del Mondo

La galleria era all'interno perfettamente liscia ed era illuminata da lampade, che svolazzando a mezz'aria, seguivano le persone che camminavano. TopoTopo non era infatti solo nella galleria: c'era un gran via vai di figure grigie simili a ombre indistinte, che gli passavano accanto senza prestargli la minima attenzione. Dopo una lunga discesa, TopoTopo arrivò in una gigantesca caverna alla cui sommità splendeva una gemma enorme, che donava luminosità irreale all'ambiente. Sotto la gemma, si estendeva un lago enorme e sulla sua sponda occidentale, si stagliavano le guglie di una citt fantastica. Sopra la città, si poteva notare un fantastico flusso di veicoli volanti, che sfrecciavano tra le altissime guglie dando prova di abilità e sicurezza. TopoTopo era smarrito ma nello stesso tempo aveva come la sensazione di tornare a casa. Con misteriosa sicurezza, si diresse verso il centro della città ed entrò in un palazzo, che ricordava in bello i palazzi dell'antico Egitto. Le gigantesche sale erano piene di gente affaccendata, che continuava a ignorare TopoTopo, permettendogli così di giungere fino davanti ad una porta enorme sorvegliata da due guardie con il corpo umano e la testa di sciacallo. Quando le due guardie videro TopoTopo, si inchinarono e aprirono il portone dorato. TopoTopo allarmato e stupito da questo comportamento esitava a entrare, ma fu prontamente scortato dalle due guardie all'interno della stanza fino a poco prima chiusa e misteriosa. All'interno della stanza c'era solo un semplice trono in legno e seduto sopra di esso un essere avvolto in un mantello rosso e cappuccio che nascondeva completamente il viso. Anzi l'impressione era che sotto il cappuccio non vi fosse nulla. Nessun segno visibile di mani o piedi spuntava dal mantello. Insomma tutto faceva credere che chi indossava quel vestito fosse invisibile. Qui il nostro racconto si deve interrompere, poichè TopoTopo non ha mai voluto svelare che cosa accadde in quella sala, e cosa gli disse il Re Del Mondo. Sappiamo solo da vaghi accenni che i suoi genitori stavano bene e avevano deciso di fermarsi a vivere nel regno di Agarthi. Testimoni affermarono che quando TopoTopo tornò a casa sua, era stracarico di bagagli, tutti marchiati con il simbolo del Re Del Mondo. Per alcuni mesi rimase nella casa paterna, poi dato che la gente del villaggio cominciava a dare segni di inquietudine per gli strani esperimenti che il nostro eroe compiva, decise di trasferirsi all'estero. Precisamente venne a stabilirsi in corso Lodi a Milano. Molti si sono chiesti perchè venne proprio in questo luogo e come ivi fosse riuscito a costruire in pochissimo tempo la TopoCaverna. La tesi più accreditata è che il luogo gli fosse stato suggerito direttamente dal Re Del Mondo e che tale sito sia collegato direttamente con Agarthi attraverso gallerie sotterranee.